SLC CGIL Telecomunicazioni: TIM, servizi digitali.

Nell’agosto 2021 le scriventi Organizzazioni Sindacali salutarono come una buona notizia il salvataggio di 300 lavoratori di una azienda di rete, attraverso la creazione della società TIM Servizi Digitali, azienda attualmente inserita attraverso un affitto di ramo settennale all’interno del Gruppo TIM.
Si dava così il via ad una realtà positiva, con una sua prospettiva industriale ed occupazionale rispetto all’esperienza vissuta da questi lavoratori in Sittel.
Abbiamo dato per scontato che in una prima fase iniziale si sarebbero dovute registrare le valvole, per dirla in gergo meccanico, vuoi perché questa è la prima realtà di azienda cantieristica all’interno del gruppo TIM, vuoi perché la macchina organizzativa della capogruppo non perde occasione per ricordare a tutti quanto ancora oggi siano macchinosi e lenti i processi legati ad autorizzazioni, approvvigionamenti, ed a tutte quelle fasi necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa quotidiana, un ministero che ogni tanto lancia il suo messaggio per far sapere che esiste e si batte per non cambiare di una virgola.
I lavoratori di TIM Servizi Digitali (da qui in avanti TSD), si sono trovati proiettati in una realtà
completamente diversa, che da una parte ha risolto i problemi di carattere economico legati alla mancata corresponsione delle retribuzioni accumulate in Sittel per mesi, dall’altra invece pare si sia andati in continuità rispetto alle carenze organizzative.
Abbiamo intrapreso una paziente e necessaria operazione di ricostruzione delle relazioni sindacali con i delegati provenienti da Sittel, con i lavoratori, e con i nuovi rappresentanti aziendali, un dialogo fatto di ascolto per comprendere la realtà precedente per poi procedere nell’intento di realizzare nuovi rapporti, con l’obbiettivo condiviso di arrivare ad un protocollo di relazioni industriali, e di lì a breve alle elezioni delle RSU ed all’apertura del tavolo relazionale sui temi legati alle specificità di TSD e di come queste potessero essere integrate in una contrattazione di secondo livello che includesse, anche per questi lavoratori, quanto oggi applicato nel resto del Gruppo TIM, un esempio su tutti la
corresponsione del buono pasto. In questo breve periodo, abbiamo registrato tutta una serie di segnalazioni giunte dai territori che denunciano la mancanza di vestiario, di dotazioni di sicurezza, di mezzi e strumenti idonei per poter svolgere la propria attività, di protocolli Covid non sempre applicati correttamente, e per ultimo ma non meno importante, di una gestione dei cantieri da parte di alcuni capi cantiere che sembra
mantenere in piedi lo status quo di Sittel, di certo non un esempio virtuoso, e che in questa fase di interregno e assenza di regole chiare e certe, sembra addirittura peggiorare. Così passiamo dalla scelta dei lavoratori da ingaggiare per le lavorazioni come fanno i caporali nella raccolta dei pomodori, al cambio di prassi non scritte dall’oggi al domani senza alcun motivo,se non quello di esercitare una pressione sui lavoratori per far vedere chi detiene le leve del comando. Tutto quanto sopra, sinteticamente riportato, è stato frutto in questi mesi di continue segnalazioni alle parti coinvolte nel processo organizzativo di TSD per migliorarne organizzazione e clima. Ci vediamo quindi obbligati a scrivere su TSD, nonostante il particolare momento che sta attraversando il gruppo TIM, perché fino ad oggi sono state tante le promesse rispetto alle nostre sollecitazioni, ma poche le risposte concrete. Per quanto riguarda le scriventi, non è più possibile attendere ulteriormente, anche e soprattutto in considerazione della attuale vertenza TIM appena agli inizi.
Pertanto, auspichiamo sin d’ora un intervento rapido nei confronti dei capicantiere che consenta il superamento della gestione padronale da parte di questi ultimi nei vari siti produttivi, per cercare di instaurare un clima più disteso e votato ad un maggior equilibrio, che assomigli il più possibile a quello che si vive nel resto del gruppo.
Allo stesso tempo si provveda nel fornire a tutti i lavoratori interessati quanto ancora oggi risulta essere carente in termini di vestiario, badge aziendali, fornitura dei necessari dpi ancora mancanti, al materiale di base per lo svolgimento della stessa attività lavorativa, ed alla la puntuale verifica (ed eventuale ripristino) della sicurezza dei mezzi di trasposto.
In mancanza di immediati e concreti segnali di cambiamento, a partire dalla attuale gestione dei cantieri, ci vedremo costretti ad intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per la tutela dei lavoratori di TSD
Roma, 8 febbraio 2022
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL