SLC CGIL Sport: lettera congiunta parti sociali del comparto sportivo.
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri con delega allo Sport
Ministra per le Politiche giovanili
Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia

Chiar.mo Presidente, On.li Ministri e Gent.ma Sottosegretaria, scriviamo la presente, quali associazioni di categoria di atlete e atleti in Italia e quali sindacati comparativamente più rappresentativi in Italia di lavoratrici e lavoratori dello sport, al fine di rappresentarvi quanto segue.
A seguito dell’approvazione del D. Lgs. n. 36/2021, il Decreto-Legge n. 41/2021 ha dapprima differito al 01/07/2022 l’entrata in vigore delle nuove disposizioni di legge in materia di Roma, 23 giugno 2021 lavoratrici/ori sportivi e conseguente abolizione del vincolo sportivo e, successivamente, a seguito della sua conversione in legge con modificazioni con l. 69/2021, ha ulteriormente posticipato l’entrata in vigore di tali provvedimenti al 31/12/2023. Tale posticipazione dei provvedimenti è sconcertante; con una nuova norma di legge sono state di
fatto cancellate le tutele universali alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto sportivo, che come noto, oggi sono esclusi da ogni forma di protezione individuale e previdenziale e in regime istituzionalizzato di lavoro precario e nero. Ciò a voler tacere del fatto che la proroga manterrà in vita l’incostituzionale istituto del vincolo sportivo, vera e aberrante forma di schiavitù a-contrattuale moderna e del fatto che il D. Lgs. n. 36/2021, finalmente avrebbe garantito parità di tutele e i diritti universalmente riconosciuti alle
lavoratrici e a tutte le atlete che ne sono sfornite e costrette ad accettare, per poter lavorare, clausole vietate nell’Ordinamento lavoristico italiano, quali i divieti di coniugio e maternità. Tale scelta, in nome di una incoerente necessità di protezione degli interessi economici delle controparti datoriali e delle istituzioni sportive in un distorto concetto di sostenibilità senza diritti, in aperta violazione, dei fondamentali precetti costituzionali in tema di diritto del lavoro e delle principali norme sancite dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Ancor più sconcertanti, poi, sono state le modalità di approvazione del provvedimento di proroga
dell’entrata in vigore della norma, sol che si consideri come: a) in sede di audizioni con la competente Sottosegretaria, tale posticipazione era stata paventata fino al 01/07/2022; b) è stata, poi, frutto di un blitz notturno condiviso da tutte le forze politiche. La decisione politica, pertanto, pare quella di rinviare alla prossima legislatura il futuro delle norme
in materia di lavoro sportivo. Una vera e propria resa senza condizioni da parte delle forze politiche in Parlamento e dell’attuale Governo; analogamente, la possibile ricerca di soluzioni eque per tutto il comparto, di fatto è stata annullata in un sol colpo, cancellando anni di lavoro e riforme attese da
tempo. Il legislatore, pertanto, approva e poi rinnega al tempo stesso i suoi medesimi provvedimenti
legislativi e considera le lavoratrici e i lavoratori del comparto sportivo non meritevoli di protezione.
È un dato di fatto che non può essere sottaciuto!
È evidente l’assurdità di tale scelta. Le scriventi, pertanto, comunicano sin da ora la propria intenzione di chiamare a raccolta le lavoratrici, i lavoratori, le atlete e gli atleti di ogni comparto sportivo per organizzare ogni più opportuna forma di protesta e azione collettiva, a cominciare dalla manifestazione in programma in Piazza Montecitorio per il giorno 1° luglio p.v. dalle ore 14.00, e chiedono con forza
che la Politica riporti al 01/07/2022 l’entrata in vigore dei provvedimenti di legge e, conseguentemente, venga convocato un tavolo tecnico di confronto sul tema, ormai non più procrastinabile.
Distinti saluti,
CIDS Slc-Cgil Fisascat-Cisl Uilcom