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SLC CGIL Spettacolo:

LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO NON
SONO ANCORA “RIPARTITI”

In queste settimane si sente parlare della ripartenza del mondo dello spettacolo e della cultura. In effetti tanti teatri, locali e cinema, sono usciti dal “lockdown”. Tuttavia questa rischia di essere unalettura superficiale di quello che sta realmente accadendo.
Innanzitutto chi sta avendo davvero la possibilità di riaprire sono spesso le grosse realtà, i grandi enti e i teatri che ricevono ingenti sovvenzioni pubbliche.


Inoltre a livello mediatico si punta l’attenzione quasi sempre su chi gestisce gli spettacoli, sui teatri e in generale sui datori di lavoro che sono in sofferenza, perché ad esempio devono rispettare i penalizzanti limiti numerici di capienza sia all’interno che all’esterno dei locali, malgrado l’obbligo del green pass. Questo è ingiusto, sia chiaro, e non si capisce il motivo di questi Protocolli differenziati rispetto ad altri settori.
Ma il punto è che continua ad esserci un grande assente in tutta questa narrazione. E sono le lavoratrici ed i lavoratori che stanno dietro ai (non molti) eventi e spettacoli ripartiti.
Chi lavora in questo settore vive una condizione di sfruttamento e precarietà ulteriormente inasprita dalla pandemia. Contratti, laddove ci sono, con clausole capestro e retribuzioni a ribasso, aumento vertiginoso del lavoro nero o grigio, diritti minimi negati, anche rispetto agli orari di lavoro e alla sicurezza.
Come SLC Milano riteniamo pertanto pienamente condivisibili, nel merito, le proposte contenute nel documento redatto dal alcuni gruppi e associazioni di lavoratrici e lavoratori, che sosteniamo, dal titolo “Nessuna giornata storica” e intendiamo confermare il nostro impegno per ottenere quei risultati nelle sedi opportune.
In particolare sottolineiamo alcuni punti:

  • Il riconoscimento della natura discontinua del lavoro dello spettacolo, con la conseguente
    esigenza di prevedere una misura legislativa che sostenga adeguatamente la discontinuità del reddito;
  • Uno sportello che consenta l’assunzione diretta dei lavoratori dello spettacolo anche da parte
    dei datori di lavoro che non operano normalmente in quel settore (sia pubblici che privati);
  • L’inclusione nei codici IVS ex-ENPALS delle professioni che al momento non vi sono inserite,
    come ad esempio le formatrici e i formatori;
  • L’estensione delle tutele assistenziali, (Naspi, Inail, maternità paternità e malattia) a tutti i
    lavoratori dello spettacolo, a prescindere dalla tipologia di contratto e dalla natura subordinata o meno
    del rapporto di lavoro;
  • Di legare la destinazione di fondi pubblici (come il Fus) alla condizione di produrre posti di
    lavoro di qualità nel rispetto, oltre che della legalità, anche della dignità di chi lavora;
  • La prosecuzione dei sostegni elargiti fino a maggio durante l’emergenza sanitaria, che tuttora
    sussiste e che continua a penalizzare particolarmente questo settore;
  • Di vigilare sulla sicurezza dei lavoratori dello spettacolo, adeguando nel contempo le misure al contesto attuale, in linea con quanto sta avvenendo per gli altri settori.

SLC Nazionale è fortemente impegnata per la realizzazione di questi obiettivi e per la costruzione della Riforma legislativa dell’intero settore. SLC chiede inoltre, come premessa di carattere generale, che per le caratteristiche della maggior parte dei lavori dello spettacolo, il lavoro subordinato sia considerato la forma prevalente da utilizzare e
promuove la necessità di un vero e proprio reddito di continuità che sostenga il lavoro dello spettacolo. Per fare emergere il lavoro nero, condizione importantissima per la sostenibilità del settore, dichiariamo inoltre la nostra piena contrarietà all’autoversamento contributivo.
La nostra organizzazione ha un ruolo di interlocutore privilegiato, insieme a Fistel e Uilcom, nei tavoli istituzionali che il Governo ha costituito in questi mesi. Tale ruolo è fondamentale ed insostituibile per ottenere quel cambiamento necessario del settore, a partire dalle proposte di legge ad oggi depositate in Parlamento ed in particolare dalla legge Gribaudo/Carbonaro che ci ha visti protagonisti. La strada è lunga e difficile, ma collaborando e unendo le forze, ognuno con il proprio ruolo, è ancora possibile sperare in un cambiamento per un settore che merita molto, ma molto di più, e a restituire
forza e dignità a chi in questo settore vi lavora.
SLC CGIL MILANO

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