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Poste Italiane: lo sciopero continua nonostante la convocazione con i vertici di Poste in Lombardia

Nulla di nuovo, le carenze di personale aumentano ed anche i disservizi alla clientela

In data 04 Luglio 2019 si è tenuto in sede Regionale un incontro con Poste Italiane. Un incontro in continuità con altri incontri Regionali e comunque previsto dall’intesa nazionale del 08 Marzo 2019 per quanto concerne Mercato Privati e dall’accordo nazionale del 05 Giugno 2019 relativamente al monitoraggio del joint delivery. Dopo un ampio confronto e discussione SLC Lombardia ha deciso di non apporre la firma sul verbale d’incontro essendo semplicemente e solo un verbale che conferma i contenuti dell’accordo nazionale del ’08 Maggio 2019, ancorché come sempre accade si ravvisano impegni a rivedersi per affrontare tematiche che da lungo tempo sono oggetto di confronto senza che questi abbiano mai trovato risoluzione. Replicare un’intesa, che è già in essere, verrebbe da dire che equivale al vecchio adagio: l’utile per l’inutile è inutile.

Tuttavia e pur confermando la valenza degli accordi nazionali e i numeri ivi rappresentati con riferimento alle stabilizzazioni( battaglia sostenuta fortissimamente dalla CGIL) non abbiamo intravisto, se non nella forma ( 7 pagine di verbale) una vera volontà di confronto contrattuale che affronti i problemi sistemici e atavici della Lombardia. Problemi evidenziati bene nella lettera di conflitto di lavoro che SLC Lombardia ha avviato il 06 Giugno 2019 e che come è noto si è concluso negativamente il giorno 11 Giugno 2019. Del che si è proclamato lo sciopero alle prestazioni straordinarie e aggiuntive, flessibilità operativa, banca ore ecc ecc dal 24 Giugno 2019 fino al 18 Luglio 2019. Pur in presenza di importanti accordi nazionali le condizioni del conflitto restano pienamente attuali perché questioni importanti sono disattese sistematicamente. Implementazioni di organico seppur importanti che non tengono conto del delta occupazionale già negativo per via delle carenze croniche, col combinato disposto delle uscite in quota 100 già ipotizzabili alla luce dell’anzianità anagrafica del personale attuale, rischiano di non dare alla Lombardia risposte strutturali, visti i lunghi tempi di inserimento previsti. Problemi connessi ad ambiente e sicurezza ( parrebbe vi sia presenza di amianto in molti siti aziendali) dotazione e mezzi che tardano ad ammodernarsi, configgono con la quotidianità e gli standard dei protocollo/policy per chi opera in Poste Italiane. L’abuso dello straordinario a volte non timbrato e non pagato occulta le carenze d’organico perché destruttura i dati delle prestazioni, con la conseguenza di non mostrare la reale esigenza del fabbisogno occupazionale. L’azienda e non altri, nel confronto di ieri ha comunicato che in Lombardia l’assegnazione fino ad oggi sulle linee di base cuba l’82% e quello sulle Business tra il 62/65%. E’ lampante che percentuali così basse siano indice di sofferenza di organico, specialmente stabile poiché come tutti sanno sulle business vengono impiegati i CTD. Viene da se che tale modello si scarica pesantemente sulle condizioni di vita dei lavoratori. Una Dirigenza attenta è anche quella che si assume la responsabilità di sanare inadempienze contrattuali. Sappiamo che spesso avviene il contrario. Pressioni commerciali: basterebbe verificare i dati e si scoprirebbe che molti lavoratori, spesso Donne chiedono di essere demansionati. In ultimo ma non per ultimo l’utilizzo della norma de distacchi, addirittura in violazione del CCNL e degli accordi sui bacini già in essere. Questi in modo sintetico ma non certamente esaustivo le difficoltà che in Lombardia le Province segnalano in maniera sistematica e che hanno reso necessario una presa di posizione di merito non apponendo la firma al verbale d’incontro, ritenuto a nostro avviso non rispondente in maniera compiuta ai bisogni che la Lombardia, ma soprattutto le Lavoratrici e i Lavoratori meritano. Chi conosce Poste Italiane sa bene che quanto abbiamo evidenziato è all’ordine del giorno. Qualcuno volge lo sguardo oltre, SLC Lombardia denuncia. SLC è sempre pronta a riprendere il confronto ma partendo da rapporti industriali concreti nell’interesse delle lavoratrici e dei Lavoratori e del consolidamento di Poste Italiane, patrimonio per l’intero Paese. Resta inteso che il percorso di confronto con le Istituzioni con gli organi di controllo, i Sindaci, e con la Politica restano tutti in essere per stimolare una discussione più compiuta e per rendere efficaci anche le Relazioni Industriali. Poste Italiane, le Lavoratrici e i Lavoratori meritano rispetto, non solo a parole, ma soprattutto con i fatti.

P.la Segreteria Area servizi Postali SLC Lombardia F.to Giovanni Fagone

Milano 5 luglio 2019

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