SLC CGIL Produzione Culturale: SIAE, Inclusione ?

Rispettosi del dettato contrattuale 78 lavoratori (l’8% dell’organico) rientranti nelle casistiche previste dall’art. 41, comma 17, hanno chiesto una variazione delle giornate di smart working per far fronte a particolari esigenze di salute o di assistenza, variazioni che i responsabili hanno accolto, ritenendole compatibili con la loro organizzazione del lavoro.
L’azienda le ha bocciate quasi tutte ed il Comitato Welfare e Inclusione, previsto dal contratto per la valutazione delle decisioni sul tema, ha espresso stupore e rammarico per una determinazione così restrittiva e centralizzata, in contrasto con le valutazioni dei dirigenti preposti.Il Comitato ha chiesto una rivalutazione delle domande rigettate, anche alla luce degliapprofondimenti forniti dalle OO.SS. Il risultato è stato l’accettazione di ulteriori 10 “casi”, alcuni in parziale accoglimento delle richieste fatte.Prendiamo atto che il comma 17 dell’art. 41 del CCNL, sottoscritto per tutelare lavoratori con particolari problemi, non ha nessun valore per l’Ente, come non ha nessun peso il Comitato Welfare e Inclusione. L’azienda prende le sue decisioni in autonomia, decidendo unilateralmente chi va aiutato e chi no, senza condivisione alcuna dei criteri. In SIAE quindi, l’inclusione è riservata a circa il 2% del personale, rispetto al già esiguo 8% che si era palesato. Il contratto appena sottoscritto aveva, nelle nostre intenzioni, il valore di dare vita a un periodo sperimentale di forte innovazione e di condivisione di percorsi organizzativi, con particolare attenzione al welfare e all’inclusione, così tanto veicolati anche all’esterno dall’ente. “Quanto alle pari opportunità, è stato messo in piedi un percorso di inclusione e tutela delle diversità con un diritto privilegiato alla flessibilità lavorativa per i lavoratori che versano in situazioni di maggiore bisogno (fragili, caregivers, donne, lavoratori con disabilità)” riportava il Sole 24 Ore del 18 gennaio 2024. Alla prima vera verifica di questo percorso ci troviamo di fronte ad una decisione di incomprensibile chiusura, proprio su un tema delicato come l’aiuto a lavoratori che, per condizioni di salute propri o di familiari, si trovano in condizioni di oggettiva difficoltà. Si potevano fare scelte diverse, si poteva cassare il comma 17 dell’articolo 41 ed affrontare una trattativa diversa, si poteva evitare di istituire comitati inutili ed avere il coraggio di sostenere una trattativa che forse sarebbe andata in altro modo. Ne prendiamo atto, come prendiamo atto che funzionari e direttori non hanno potere decisionale: quindi ogni loro decisione potrà essere rivista o modificata, ma forse solo quando risulterà a favore del lavoratore. Per innovare ci vogliono coraggio, umiltà e buon senso. Se il personale continua ad essere solamente un costo da abbattere, torniamo all’antico. Non siete pronti. Le Segreterie Nazionali
Roma, 14 febbraio 2024