SLC CGIL Poste: verso le RSU con tante questioni ancora aperte che dovranno trovare soluzioni.

Il Coordinamento Regionale Area Servizi Postale riunitosi a Milano in data 14 Gennaio 2020, assunta la relazione del Segretario Regionale Giovanni Fagone, evidenzia quanto segue:
Si accoglie positivamente la volontà di chiarezza espressa dalla nostra Organizzazione di procedere al rinnovo della RSU in tempi definiti non essendo politicamente sostenibile un rinvio per il rispetto delle regole democratiche sulla Rappresentanza nonché dei Lavoratori.
Si invita il livello nazionale alla definizione in termini unitari di un regolamento coerente con l’accordo interconfederale di CGIL CISL e UIL e comunque di semplice e facile attuazione. Altresì indispensabile porre grande attenzione alla ricomposizione dei collegi elettorali per garantire sostanziali equilibri Territoriali contemperandoli con la massima capacità e rappresentatività dei Territori stessi, e questo alla luce degli
accorpamenti e/o razionalizzazioni determinati dal nuovo modello Joint Delivery. Positiva la volontà di attivare percorsi formativi in occasione della Campagna RSU per dotare il futuro gruppo Dirigente di competenze, capacità e conoscenze contrattuali per agire tutele collettive e individuali. I corsi, con l’ausilio di slc nazionale
saranno strutturati nei prossimi mesi e saranno incentrati anche sull’identità della CGIL.
In PCL è terminata la fase di implementazioni del joint delivery e fermo restando il giudizio positivo sugli accordi di stabilizzazione, ancorché i numeri complessivi siano tutti da verificare sul campo, emergono evidenti storture e anomalie nella
gestione operativa dei C.D. Procedure non omogenea e/o non conformi alle linee guida previsti dagli accordi rendono urgente l’attivazione della commissione paritetica regionale per individuare i correttivi necessari per migliorare le condizioni di lavoro. Risulta altresì necessario in funzione del prossimo accordo sulle politiche attive
azzerare il criterio del limite temporale per essere inseriti in graduatoria, ancorché in un’azienda a Controllo Pubblico, e lo ribadiamo per l’ennesima volta, sarebbe utile avviare una fase di programmazione di avvicendamento generazionale pluriennale, giusto per rispondere tramite gli uffici per l’impiego alle esigenze occupazionali del Territorio. Incrociare domanda e offerta legata ai bisogni Territoriali fornirebbe una risposta sociale effettiva. Utile sarebbe superare il criterio del voto 102 di laurea o di 70/100 di diploma per essere assunti.
Presumiamo che un diploma o una laurea siano sufficienti di default.
In MP la situazione attuale sconta una grave carenze di personale che causa in tutti la Lombardia una chiusura spesso estemporanea degli uffici postali. Le assunzioni, peraltro insufficienti, spesso a P.T e con l’uso di clausole elastiche, non fanno altro che creare situazione di bassi salari e forte flessibilità non governata. Registriamo che la mancata previsione aziendale in Mercato Privati rispetto all’uscita pensionistica in quota 100 ha di fatto sguarnito nel 2019 e sguarnirà nel 2020 il servizio di sportelleria. Tutto ciò ha ingenerato e ingenererà sofferenze nel servizio con gravi conseguenza sui carichi di lavoro e su i tempi di lavoro. Continui distacchi operativi, ore di straordinario a go- go sono la prova inoppugnabile della insufficienza gestionale, spesso incomprensibile alla luce dell’importante servizio erogato ai Cittadini. Poste in tempi recentissimi ha organizzato convention avallate da esponenti politici sdoganando e sbandierando urbi et orbi l’implementazione del servizio stesso. Viene da chiedersi se i mutamenti politici abbiano modificato i piani industriali o gli stessi debbano trovare nuovi interlocutori. Una sana programmazione e una scelta industriale su MP non solo sarebbe necessario ma soprattutto auspicabile. Il coordinamento ritiene necessario agire sulle tematiche legate all’ambiente e sicurezza con continuità e in tal senso sollecita iniziative che per mezzo di indagini mirate accerti le carenti condizioni che spesso si riscontrano in Mercati Privati, in PCL e nei CMP.
In merito alle vicende contrattuali il coordinamento prende atto delle indicazioni Nazionali e delle intese Unitarie, ancorché nel contempo alcune riflessioni siano necessarie:L’ipotesi di un una tantum per il 2019 deve essere un unicum nonché eccezionale e lo stesso non può essere un “contentino” alla luce dei grandi risultati aziendali soprattutto perché viva nella memoria dei Lavoratori è impressa il superamento nel recente passato di un triennio contrattuale con identico strumento. Bisogna porre inoltre un’ attenzione alle date di decorrenza del ccnl nell’ipotesi di un’allungamento della vigenza contrattuale così da evitare ritardi salariali e/o storture contrattuali. La piattaforma contrattuale unitaria contiene una richiesta salariale di 175 euro lorde, elaborate a fronte delle nuove regole del modello contrattuale interconfederale. Tale cifra risponde ad una esigenza reale stante le basse
retribuzioni presenti in Poste Italiane. Il Coordinamento ritiene necessario che l’incremento salariale sia posto in misura maggiore sui minimi tabellari. Nella definizione del ccnl si tenga conto della scadenza e della sovrapposizione del PDR nel mese di Luglio 2020. Non ricada sui lavoratori un eventuale ritardo del rinnovo. Il
coordinamento conferisce ampio mandato alla Segreteria Regionale per attivare se del caso azioni di conflitto per le problematiche di cui sopra.
Il Coordinamento Area Servizi Postali Lombardia
Milano 14 Gennaio 2020