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SLC CGIL cultura: comunicato lavoratori del doppiaggio.

L’assemblea del doppiaggio del 31 ottobre scorso ha prodotto due delibere, la piattaforma per il rinnovo del CCNL e una proposta di misure anti-contagio da covid-19 più stringenti. 

Su entrambe le delibere le OO.SS. hanno chiesto il confronto con le controparti, comprendendo in questo percorso anche una lettera alle società committenti ritenute dalle scriventi e dalla Commissione Doppiaggio necessario coinvolgere, vista la loro fondamentale connessione sui temi economici, organizzativi e di mercato che sui due temi si devono affrontare. 

Al momento non sono maturate risposte soddisfacenti su entrambe le delibere evidenziando, tra l’altro, nel merito, che le Aziende aderenti a CNA e Confartigianato hanno addirittura proposto un percorso di trattativa alternativa e parallela a quella dell’Anica e Apa. Ciò sarebbe determinato a loro parere da un loro diverso assetto economico, organizzativo e produttivo. Chiaramente tale proposta oltre che sembrare alquanto irrituale, non è stata condivisa dalle OO.SS. in quanto un contratto nazionale regola gli aspetti normativi ed economici intesi come corrispettivi di una data prestazione professionale effettuata e non può certo essere subordinata o da ritenersi diversa, se prestata presso un’Azienda iscritta ad una o ad un’altra associazione Datoriale. Ci troviamo tra l’altro di fronte a lavoratori itineranti che non possono certo preoccuparsi a quale Associazione è iscritta un’impresa di Doppiaggio. A detta delle aziende associate CNA e Confartigianato, le misure di sicurezza previste dai vari DVR, se applicate, sono sufficienti. L’esempio proposto da un componente della parte datoriale, è stato quello del ristoratore dove il cameriere pulisce con uno straccetto il tavolo tra un cliente e l’altro. Questo concetto andrebbe mutuato (come da nostre informazioni normalmente avviene) nelle sale attraverso l’intervento dell’Assistente o del Fonico impegnati per noi impropriamente a funzioni di sanificazione per le quali dovrebbe essere impiegato personale specializzato. 

Anica, dopo iniziali dichiarazioni di condivisione ad affrontare il problema nell’incontro del 3 dicembre u.s., ottenuto dalle scriventi dopo varie sollecitazioni, ha dichiarato che le misure da noi proposte, contenute nella delibera assembleare, ponevano problemi di tenuta contrattuale, non erano supportate da validazione scientifica che ne attestassero l’efficacia ed erano considerate pesantemente onerose per le Aziende. Questi argomenti sono stati puntualmente smontati dalla delegazione sindacale considerando che la nostra proposta organizzativa era unicamente riferita al periodo pandemico e quindi non incisiva sulla modifica contrattuale, alla stregua del lavoro da remoto, che se pur non disciplinato dal CCNL, era ritenuto dalle parti uno strumento utile per dare una risposta efficace ai temi del distanziamento e assembramento da utilizzare unicamente per il periodo di emergenza. Pari considerazione è stata sostenuta sul piano economico, del quale, pur riconoscendo il suo effetto di minore produttività, il peso doveva essere inteso a carico dei Committenti, essendo loro i soggetti che tramite gli specifici accordi commerciali ne avrebbero assunto l’onere. Sul tema della validazione eravamo e siamo pronti a confrontarci sulla proposta con i soggetti ai quali la legge attribuisce le responsabilità quali il responsabile Aziendale, il medico competente e l’RLST, disposti a verificare il nostro eventuale giudizio di insufficienza sui criteri con i quali, nei vari DVR, viene prevista la sanificazione tra un turno e un altro e tra un attore ed un altro. 

Dalla dichiarata disponibilità a condividere comunque una revisione delle misure, siamo ancora in attesa della condivisione del solo verbale dell’incontro. Sugli altri temi di confronto, quali l’avvio del rinnovo contrattuale, i tempi del confronto non sono più compatibili con la durezza dei cambiamenti in atto in tema di mercato, di difesa professionale, di modelli organizzativi e tutela di diritti. Non sono consentite ulteriori perdite di tempo neanche per il monitoraggio sull’applicazione del protocollo sulle forme di impiego dei Lavoratori del Cineaudiovisivo che vede particolarmente interessati i Fonici del Doppiaggio, fermi ad una disponibilità di incontro per il 9 c.m. poi saltato e ancora in attesa di definizione. Assistiamo quindi ad un continuo prolungamento degli appuntamenti sui quali il fattore tempo è una variabile fondamentale. 

Per ultimo e non certo di minor importanza è l’assordante silenzio da parte della Committenza al nostro tentativo di coinvolgimento, sia sul piano degli impegni anche economici da assumere sulle misure anti-contagio, ineludibili per legge, che sui temi di rinnovazione contrattuale. 

Siamo sempre più convinti che il percorso del rinnovo contrattuale non possa fare a meno della presenza della committenza, visto che le ricadute dei rapporti commerciali con le aziende di doppiaggio influiscono su retribuzioni, rispetto del CCNL e della legge sulle misure di sicurezza. La committenza non può rimanere in atteggiamento neutrale. 

Dalla forte insoddisfazione generata dalla situazione sopra descritta proviene l’esigenza di condividere iniziative conflittuali e utili per metterci nella condizione di essere protagonisti sui tempi del confronto, sugli argomenti da discutere e dei soggetti con i quali intendiamo negoziare. 

Pertanto le OO.SS., unitamente alla Commissione Doppiaggio, dichiara da subito lo 

STATO DI AGITAZIONE DEL DOPPIAGGIO e indice per il giorno martedì 15 alle ore 20.00 

L’ASSEMBLEA DEI PROFESSIONISTI DEL DOPPIAGGIO. 

L’assemblea verrà convocata in modalità remotizzata. Verrà inviato per tempo il link per il collegamento 

Roma, 10 dicembre 2020 

Le Segreterie Nazionali 

SLC-CGIL 

FISTEL-CISL 

UILCOM-UIL 

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