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SLC CGIL Telecomunicazioni: TIM, cessioni e riorganizzazioni, e il Governo ?

il giorno 13 marzo 2024 si è svolto l’incontro sindacale tra TIM, Segreterie Nazionali Confederali ed il Coordinamento delle Rsu. L’Azienda ha aperto l’incontro esponendo le ragioni che aveva già dichiarato lo scorso 29 febbraio, che si va cioè verso la cessione della rete perché il debito è diventato insostenibile, tanto da poter determinare nel tempo un problema nell’ ottenere credito dagli istituti bancarii.

Per altri elementi che pesano ulteriormente sulla situazione aziendale, come gli ultimi eventi accaduti al titolo, al tempo che passa, ed al fatto che TIM brucia cassa per otto milioni di euro al giorno, fenomeno quest’ultimo che a detta dell’Azienda continuerà per tutto il 2024, mitigato in parte con l’operazione di cessione della rete. Il piano illustrato con tutte le sue problematiche legate al futuro, non tiene conto dell’eventuale vendita di Sparkle e di benefici che possano arrivare da altri riconoscimenti economici per circa 2,9 miliardi (earnout) legati alla cessione della rete. TIM conferma la volontà di fare un Accordo che vada nella via della continuità per garantire, in questa fase complicata, la maggior stabilità per i lavoratori del Gruppo, evitando che quanto sta accadendo intorno a TIM possa portare a scelte diverse da quelle che si stanno ponendo sul tavolo oggi, come il taglio dei costi del lavoro, sapendo che l’azienda sta dentro ad una situazione complicata e nota dove gli spazi di manovra sono sempre più ristretti. Il merito di quanto esplicitato dal capo del personale si concretizza in una prima bozza di proposta che sta dentro agli argomenti illustrati nell’incontro precedente, ovvero ammortizzatore sociale e lavoro agile. Nel merito di questi due punti TIM ha fatto proposte che ha poi modificato in seguito agli interventi sindacali confederali intervenuti durante il confronto, arrivando in questa fase, ad un primo avanzamento rispetto al 29 febbraio, che per Slc-Cgil rappresenta solo l’inizio di un confronto di merito. Contratto di Solidarietà difensiva: Periodo temporale sino al giugno 2025 – – – – – – per 23300 lavoratori, solidarietà con una percentuale del 15% pari a 3 giornate al mese per 8500 lavoratori (tof, progettisti e relativi coordinatori) solidarietà al 10% pari a 2 giornate al mese. Esclusi 800 lavoratori appartenenti a funzioni particolari quali H24, presidio security, presidio clienti, site specialist ed autisti. Lavoro Agile Per chi oggi aderisce al lavoro agile settimanale: Caring commerciale 2800 lavoratori, 3 settimane in agile ed una in sede, considerando che il venerdì rimane sempre chiuso. Tutti gli altri pari a 7300 lavoratori, 2 settimane in agile al mese. Per chi oggi aderisce al lavoro agile giornaliero: – Per 4250 lavoratori appartenenti alle funzioni di Staff pure e staff di line, presenza in sede 4 giorni alla settimana. – Per 9550 lavoratori appartenenti alle altre funzioni non citate prima, presenza in sede 3 giorni alla settimana. – Esclusi i 1250 venditori. Le repliche all’azienda durante le varie fasi della giornata hanno posto prima l’accento sulla situazione di carattere generale aziendale e poi sui contenuti di merito della proposta. SLC-CGIL ha ribadito, al pari di TIM, quanto già dichiarato nell’incontro precedente ovvero, il gruppo si ritrova in una situazione particolare, per la quale sono necessarie misure di contenimento anche al costo del lavoro, elemento che grava insieme agli investimenti, sul conto economico, sapendo che gli investimenti sono una voce difficilmente comprimibile per lo sviluppo tecnologico in essere che obbliga le aziende delle Tlc ad investire per non chiudere, pur in presenza di un settore che si mangia 1 miliardo di ricavi all’anno negli ultimi 13 anni. Allo stesso tempo, l’attuale situazione di carattere generale ben diversa dalle volte precedenti necessita di un duplice percorso, uno è quello del tavolo di confronto con l’Azienda per capire se ci potrebbero essere le condizioni per addivenire ad un accordo, l’altro è il richiamo urgente al Governo perché avvii il confronto con il Sindacato Confederale, confronto nel quale dovrà rispondere alla domanda sul come tutelare i lavoratori del Gruppo TIM, visto che l’autorizzazione ad una operazione sbagliata come la cessione della rete è arrivata proprio da lì, autorizzazione accompagnata da dichiarazioni che ostentavano sicurezza per tutti i lavoratori coinvolti e che oggi vede a malapena una garanzia per 5 anni in favore dei lavoratori della Netco, per scoprire poi che 5 anni è il periodo nel quale la garanzia è sostenuta dal fondo Kkr, e che per la nascente TIM Servizi la situazione legata alla sostenibilità desta da subito forti perplessità e preoccupazioni per la tenuta occupazionale. Nel merito della proposta aziendale, le condizioni che la SLC-CGL ha posto sul tavolo sono le stesse rappresentate il 29 febbraio, alla base di ogni ragionamento ci dovrà essere la visibilità del perimetro, all’interno di un ipotetico accordo andrà specificato che nel periodo di vigenza dello stesso l’azienda non darà origine ad operazioni societarie unilaterali; per quanto riguarda l’ammortizzatore dovrà esserci il più possibile una equa distribuzione dei sacrifici fra tutti le parti coinvolte, capogruppo ed aziende correlate; per quanto riguarda il lavoro agile, TIM dovrebbe evitare, soprattutto in questa fase molto complessa e delicata, balzi all’indietro da esperienze che ad oggi continuano a segnare risultati utili all’azienda in termini di produttività e risparmi legati agli spazi; e per i lavoratori una migliore conciliazione vita-lavoro che contribuirà ad incrementare i risultati aziendali. L’avanzamento finale della giornata, ha segnato un cambio rispetto all’impostazione del 29 febbraio, ma ritenuto ancora largamente insufficiente dalla scrivente. Nelle prossime ore SLC-CGIL invierà una richiesta di incontro urgente al Governo, non è più rinviabile un riaggiornamento del tavolo governativo per trovare soluzioni alle problematiche che a partire da TIM stanno coinvolgendo tutte le aziende del settore. È arrivato il momento della chiarezza che non può essere solo sulle spalle del Sindacato e dei lavoratori, le scelte fatte dal Governo in merito a TIM ne impongono una assunzione di responsabilità, per assicurare quegli strumenti che possano anche gestire le uscite dei lavoratori in modo non traumatico. SLC-CGIL farà la sua parte, ma solo all’interno di un contesto che contenga le garanzie che anche oggi abbiamo in modo chiaro e semplice esplicitato durante il confronto. In chiusura TIM ha comunicato che il lavoro agile verrà prorogato sino al 1° aprile compreso e in data 14 marzo riaprirà le maschere per le prenotazioni. Le parti si sono aggiornate ad un prossimo incontro che verrà calendarizzato nel breve periodo. Il 22 marzo la SLC-CGIL sarà in presidio sotto la sede del Mimit a Roma per sollecitare il governo ad ascoltare la nostra posizione su di una situazione molto grave come quella che riguarda Tim, situazione alla quale richiamiamo il governo che, essendo l’abilitatore di quanto sta accadendo, se ne assuma con coerenza le responsabilità delle ricadute. Roma, 14 marzo 2024 La Segreteria Nazionale SLC CGIL

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