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SLC CGIL Produzione culturale: situazione degli esercizi cinematografici.

Ministero della Cultura c.a.
Ministro On. Dario FRANCESCHINI

Segretario Generale dott. Salvatore Nastasi Capo di Gabinetto Prof. Lorenzo CASINI D.G. Cinema dott. Nicola Borrelli
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali c.a. Ministro On. Andrea ORLANDO
Capo di Gabinetto dott.ssa Elisabetta CESQUI
p.c. ANICA -ANEC-CNA Cinema UECI

Le scriventi OO.SS. esprimono fortissima preoccupazione per le condizioni in cui versa il
settore degli Esercizi Cinematografici e per quanto potrebbe accadere in prospettiva.
Gli effetti negativi della pandemia sulle presenze in sala, così come le norme introdotte circa la consumazione di cibo e bevande che costituiscono una importantissima voce nel bilancio delle aziende e la concorrenza delle piattaforme sulla fruizione da parte del pubblico del prodotto cinematografico, rischiano di gravare pesantemente sul mantenimento dei livelli occupazionali. La tenuta del settore è resa ulteriormente difficile dal rincaro dei costi energetici.
L’ulteriore preoccupazione riguarda la possibile desertificazione culturale che la chiusura definitiva delle sale produrrebbe in assenza di un urgente serie di interventi correttivi. SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL considerano la sala cinematografica centrale per la fruizione dell’opera cinematografica, avamposto culturale nelle realtà periferiche e di provincia con funzione di importante luogo di aggregazione sociale.
Evidenziamo che dall’inizio dell’anno, alcune sale cinematografiche hanno già chiuso definitivamente e licenziato i propri dipendenti.
Il primo di questi interventi non può che essere il prolungamento del FIS con causale Covid-19 per almeno ulteriori tre mesi per evitare l’impatto sull’occupazione, per il quale chiediamo il sollecito intervento dei Ministeri in indirizzo per esercitare un’azione sul Governo al fine di trovare le risorse necessarie.
Contemporaneamente sarà necessario intervenire sulla definizione delle c.d. “finestre” tra l’uscita dell’opera cinematografica nazionale e internazionale in sala e la sua fruizione in altre forme (emittenza, piattaforme, ecc). L’attuale sostanziale deregulation concorre in modo esponenziale alla crisi dell’esercizio cinematografico.
Le OO.SS. scriventi ritengono che le questioni sollevate hanno carattere di centralità rispetto alle politiche occupazionali e culturali del Paese e ritengono pertanto di sollecitare, sia per il reperimento delle risorse per gli ammortizzatori sociali che per il raggiungimento di un accordo per la definizione delle c.d. “finestre”, i ministeri in indirizzo e le associazioni datoriali. Un ritardo in tal senso potrebbe portare a situazioni irrecuperabili. Non si sottraggono, data la difficoltà del momento e le responsabilità che ne derivano, a contribuire alla discussione, ove richiesto.
Cordiali saluti.
SLC-CGIL Sabina Di Marco
FISTEL-CISL Giovanni L. Pezzini
UILCOM-UIL Giovanni Di Cola

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