SLC CGIL Produzione Culturale: SIAE, Nuovo o nuovismo ?

Si è tenuto stamane l’incontro richiesto dalle OO.SS. confederali per avere chiarimenti in ordine alla recente operazione di avanzamento che ha visto protagonista una esigua parte dei dipendenti.
Le scriventi OO.SS. hanno ribadito con fermezza e pienezza di argomentazioni la
delusione per una iniziativa non trasparente, a chiamata diretta degli interessati,
ed hanno esposto il malumore della gran parte del lavoratori dell’azienda, che non
hanno compreso un’operazione che ha messo insieme il tema oggettivo e comune
dei salari più bassi con il tema soggettivo del riconoscimento del merito,
comportando in tal modo un’inevitabile lettura divisiva, anche in pendenza di un
provvedimento di esodo, che magari non c’entra nulla, ma è difficile non valutare
congiuntamente.
Le OO.SS. hanno evidenziato il mancato cambio di passo rispetto ad alcune
iniziative proprie della gestione precedente, ed il proposito di attuare su ogni tema
un percorso condiviso.
L’azienda ha rivendicato il diritto di gestire le politiche del personale in autonomia,
soprattutto in presenza di quella che ritiene una emergenza generazionale ed in
presenza di una quota di dimissioni crescente tra la popolazione “giovane”.
La modalità è rimasta legata, a dire dell’azienda, alle metodologie attualmente a
disposizione e quindi alle valutazioni espresse dalle singole direzioni – modalità che
saranno revisionate e ridiscusse – e prevederà comunque l’estensione della
valutazione ad altri segmenti di personale e ad altre situazioni.
Questa prima fase ha quindi riguardato sessanta dipendenti della Direzione
Generale e, a breve, coinvolgerà altre quaranta risorse in forza alla periferia.
All’esito dell’incontro le nostre perplessità non sono state fugate ed abbiamo
espresso la necessità di una maggiore trasparenza e di un coinvolgimento dei
lavoratori più efficace, stante il malcontento diffuso che abbiamo ampiamente
rappresentato.
A nostro parere, quanto puntualmente previsto dal vigente contratto in ordine agli
avanzamenti ed alle selezioni dovrebbe essere proficuamente applicato, affinché
tutti abbiano quella possibilità che oggi è stata accordata solamente ad una quota
preselezionata di lavoratori.
L’auspicio è che possa iniziare una stagione di condivisione e di lavoro comune
nell’equilibrio complessivo della contrattazione collettiva, abbandonando la fase
degli interventi “spot”, più o meno legati ad esigenze percepite dal datore di lavoro.
Le OO.SS. confederali sono sempre e da sempre disponibili e pronte alla disamina
ed al dialogo.
L’azienda ha registrato la segnalazione relativa al malcontento ed ha annunciato
che verrà intrapresa a breve una indagine sul c.d. “clima aziendale”, assicurando
di non avere peraltro intenzioni preclusive nei confronti di alcuno e di apprezzare
anche le necessità della rete territoriale, che sconta alcune criticità ben note al
datore di lavoro.
Non è quello che abbiamo chiesto e non ci sembra che la modalità “ci pensiamo
noi” sia nuova e soprattutto moderna e innovativa, come non è una novità sentir
appellare il Sindacato, che chiede tutele e trasparenza, come conservatore e
antistorico.
Superata è la disintermediazione, e l’idea di un efficientismo realizzato con l’intuitus
personae slegato da valutazioni oggettive e da una moderna organizzazione del
lavoro.
Se si vuole avere il polso “del clima aziendale” lo si deve fare con chi rappresenta i
lavoratori e non con l’ennesima indagine conoscitiva, magari affidata ad un
consulente.
Ci siamo messi a disposizione da subito per discutere di processi, di lavoro agile,
di ispezioni e accertamento e tanto altro, e crediamo, da conoscitori qualificati
dell’azienda, di poter dare il nostro contributo.
RSA
SLC CGIL
FISTEL CISL
UILPA
FNC UGL COMUNICAZIONI