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SLC CGIL Produzione Culturale: SIAE, Lettera Cgil Cisl Uil Ugl

Al Direttore Generale della SIAE
Dr. Gaetano Blandini
Al Direttore della Divisione per le Politiche
del Personale e Affari Generali
Dr. Gianfranco Cerasoli
e, p.c., agli Organi Sociali della SIAE
Gentili Direttori,
le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono un incontro per avere delucidazioni su
alcune recenti decisioni strategiche e organizzative che sembrerebbe aver intrapreso
l’Ente che, se confermate, punterebbero ad esternalizzare le operazioni sulla gestione
del repertorio Musica (che vale circa l’80% degli incassi) e generare effetti indesiderati,
incidendo potenzialmente sul business dell’azienda e direttamente sul perimetro
occupazionale.


Con riferimento agli incassi relativi al settore Online, la Divisione Musica
sembrerebbe aver dimezzato il trend positivo rispetto alla crescita dell’ultimo anno
(oltre il 37% anno su anno, dal Rendiconto di gestione 2020), in netta controtendenza
rispetto all’andamento generale del mercato.
Sembrerebbe inoltre che il fornitore BMAT (che, fino a quando il settore online era
sotto la diretta responsabilità della Divisione Licenze, si occupava esclusivamente di
processare i dati per effettuare il cd. enrichment) si occupi attualmente di elaborare i
report forniti da grandi piattaforme online come YouTube e Spotify, identificare le
utilizzazioni del repertorio Musica di SIAE e rivendicarle presso la piattaforma (licenze
multi-territoriali) al fine di ricevere l’incasso. Tale attività, che prevede l’export totale
dell’archivio musicale delle opere tutelate dall’Ente (patrimonio informativo della
Società), viene progressivamente affinata dal fornitore, sfruttando il know how del
personale SIAE.
Le scriventi OO.SS. vorrebbero inoltre conoscere il fondamento della notizia secondo
cui si vorrebbero stringere accordi per affidare parte della ripartizione della Divisione
Musica alla consorella francese SACEM.
Altra problematica che desta non poca preoccupazione – alla quale era già stata
dedicata parte del precedente incontro del 5 maggio scorso – è quella relativa al nuovo
applicativo ‘’SPORT’’, per il quale si vorrebbe conoscere in modo più analitico la
motivazione delle scelte avvenute nel campo dell’Information Technology,
analizzando le considerazioni di seguito riportate.
A metà dicembre 2021, quando si è deciso di distribuire su tutto il territorio italiano
il nuovo sistema di sportello – denominato “SPORT” – erano noti oltre 100
malfunzionamenti ma, nonostante ogni Ufficio territoriale che veniva avviato (di ruolo
o mandatario) lamentasse serie problematiche di funzionamento, il programma di
diffusione è stato comunque portato avanti a ritmo serrato, fino alla sua conclusione
avvenuta intorno alla fine del mese di marzo 2022.
Il nuovo software risulterebbe essere stato disegnato e sviluppato con un livello di
qualità non adeguato alle specifiche esigenze, determinando una difficile integrazione
con gli altri sistemi informatici aziendali preesistenti. Tali sistemi sono andati in crisi
perché gravemente sollecitati da richieste di connessioni consistenti e ridondanti, al
punto che si è reso necessario effettuare nuove ulteriori spese per incrementare le
risorse infrastrutturali di spazio e memoria, divenute non sufficienti a supportare il
traffico dati generato dal nuovo sistema. Ad esempio, sembrerebbe che, a fronte di
un numero medio di pratiche (permessi e fatture) pari a 10.000/20.000 al giorno, il
sistema generi quotidianamente oltre 2 milioni di chiamate verso gli archivi anagrafici
dell’applicativo CRM (Customer Relationship Management).
Diverse task forces composte da decine di dipendenti e consulenti si trovano
quotidianamente a dover rimediare manualmente ai disservizi del sistema, lavorando
incessantemente, anche oltre l’orario di lavoro ordinario. Ad oggi risulterebbero
ancora aperti circa 500 ticket di malfunzionamento/richieste di esercizio connessi al
funzionamento del nuovo sistema informatico di sportello.
Le costanti difficoltà di garantire l’attività di riscossione, coincidenti con il momento
di ripresa delle attività di spettacolo post pandemia, hanno costretto diversi
mandatari a rinunciare all’incarico, aggiungendosi ai tanti che avevano già rimesso
l’incarico a causa della diminuzione di reddito determinato dalla diffusione del Covid.
La Società avrebbe investito in spese informatiche circa 50 milioni di euro dal 2017
ad oggi (tra sviluppi, manutenzione e consulenze varie). Nonostante le continue
rassicurazioni, i risultati sono insoddisfacenti e ancora oggi si registrano con cadenza
quotidiana blocchi o rallentamenti dell’attività di sportello e degli altri applicativi
aziendali, con seri disagi per i lavoratori e per l’utenza. Tutto ciò comporterebbe in
alcuni casi una riduzione della capacità di riscossione, oltre che la perdita di
credibilità, con grande soddisfazione della nostra agguerrita concorrenza.
La SIAE ha appena festeggiato i suoi primi 140 anni di attività e le scriventi OO.SS.
si augurano che possa vivere ancora a lungo e possa così assicurare un reddito alla
creatività italiana e ai dipendenti che per essa lavorano.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, certe di un sollecito riscontro, inviano cordiali
saluti.
SLC CGIL
FISTEL CISL
UILPA
FNC UGL COMUNICAZIONI
Roma, 19 maggio 2022

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