SLC CGIL Poste: Richiesta intervento/contenimento covid-19 Uffici Postali, accordo con Ministero della salute.
Gent.mo Presidente Regione Lombardia Dott. Fontana,
con riferimento alla grave situazione sanitaria che investe la Lombardia, causa del covid-19, la Scrivente intende portare alla Sua attenzione le problematiche che investono i lavoratori di Poste Italiane e nello specifico degli addetti agli uffici postali.
Nel mese di Marzo u.s. le OO.SS. di categoria e l’azienda hanno concordato una riduzione generalizzata delle aperture degli Uffici agendo anche sulla riduzione del nastro orario di fruizione per il pubblico.
Ciò si è reso necessario dopo aver constatato l’incredibile afflusso di cittadini alla ricerca di servizi procrastinabili quali ad esempio il pagamento di bollettini, operazioni finanziarie a vario titolo ecc ecc, pur in costanza di una priorità e un’attenzione
particolare al servizio di pagamento delle pensioni.
I continui ritardi di Poste Italiane nella messa in campo di azioni di tutela per la forza lavoro, unitamente al combinato disposto delle abitudini delle persone, oggigiorno rischiano di determinare un aumento dei fattori di rischio e di contagio per tutti gli
addetti impiegati nel front office e per i cittadini stessi.
Nella Giornata del 05 Aprile 2020 la Scrivente ha ricevuto notizia che il Ministero della Salute, in accordo con la Regione Emilia Romagna, ha emanato un’ordinanza in datata 03 Aprile 2020 che definisce le modalità di gestione del servizio degli
uffici postali per le aree a maggior rischio.
L’ordinanza pone dei limiti all’accesso agli sportelli e indica alcune linee guida per permettere la fruizione democratica dei servizi da parte degli utenti, garantendo nel contempo una maggiore sicurezza per gli operatori.
Definito quanto sopra e stante il perdurare dei dati negativi dei contagiati, riteniamo utile ridurre la mobilità degli addetti e di rendere le operazioni agli sportelli non essenziali ampiamente procrastinabili. Giusto in linea con i servizi da ritenersi essenziali.
A nostro avviso sarebbe necessario aumentare la tutela degli addetti e della collettività, attivando un percorso guidato che eviti rischi inutili, soprattutto nelle zone maggiormente colpite ed esposte all’emergenza covid-19.
Chiediamo e auspichiamo un Suo intervento diretto in tal senso.
Alleghiamo ODS Poste Italiane e Ordinanza del Ministero della salute del 03/04/2020
In attesa di una soluzione positiva, cordiali saluti.
P. la Segreteria SLC CGIL Regionale
Area Servizi Postali
Giovanni Fagone Milano 06 aprile 2020.

Bene, bisogna fare in modo che tutte le iniziative tese a migliorare la situazione e tutelare la salute di tutti vengano messe in campo.
credici è difficile ma lo stiamo già facendo.
Scusate, ma i colleghi delle sale consulenza ad esempio, almeno nelle regioni come la Lombardia dove le probabilità di contagio sono davvero alte, ma perché non li lasciano a casa. Ma hanno idea? Secondo i nostri dirigenti in quei spazi ristretti delle sale consulenza possone essere assicurate le distanze di sicurezza? In alternativa li facciano sedere anche loro agli sportello dietro un Plexiglass. Ma ci vuole tanto!!!
Caro Francesco, ormai è consolidato il fatto che Poste Italiane deve garantire il servizio, nonostante i nostri appelli al buon senso,
in ogni caso la partita non è ancora chiusa. E’ da un pò infatti che stiamo cercando di ottenere un incontro con il Governo
che stabilisca, sia per noi che per le banche, la natura dei servizi essenziali. Va da se che in attesa/assenza non possiamo che
limitarci a ribadire il concetto per il quale il metro di distanza va mantenuto tassativamente. pertanto nelle salette che non lo consentono
non ci si lavora. al limite si sposta l’attività, se la struttura lo consente, in un altro spazio dello ufficio postale. fermo restando
ovviamente la consegna dei DPI.