SLC CGIL: PERCHE’ LO SCIOPERO ?!

Ricordiamo tutti quando in piena pandemia si levava l’impegno da ogni parte, istituzioni, politica, parti sociali, con uno slogan che è diventato un mantra: NON SARÀ PIÙ COME PRIMA. È stato messo finalmente in discussione:
• un modello economico e sociale che allarga le disuguaglianze ed esclude, soprattutto giovani e donne dalla vita attiva di questo paese, con lavori precari e salari bassi sotto la soglia della sopravvivenza; • Il dogma dell’austerity e del pareggio di bilancio, una delle cause delle politiche regressive, soprattutto nei settori
della sanità della cultura e della scuola;
• L’idea che la solidarietà sia un optional e che si possa fare da soli, con una competizione spinta che lascia indietro i più deboli, i non autosufficienti, gli anziani.
Con lo sciopero del 16 dicembre Cgil, Uil con i lavoratori dello spettacolo tornano a dire:
NON SARA’ PIU’ COME PRIMA. Per questo riteniamo debba essere confermata l’idea che bisogna invertire la rotta con azioni concrete di lotta alla precarietà, di equità ridistributiva e di sostegno ai più deboli, cui dare risposte solidali e concrete. Assistiamo invece ad una legge di bilancio che non sancisce l’inversione di tendenza.
E FA PRESAGIRE CHE TUTTO RESTERA’ COME PRIMA.
Per contrastare questa visione immobile aderiamo allo sciopero generale proclamato da CGIL e UIL il prossimo 16 dicembre, che tocca i temi del fisco, della scuola, delle pensioni, delle politiche industriali, del contrasto alla precarietà soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza. Tanto più alla luce delle risorse disponibili in questa fase,
condizione probabilmente irripetibile che potrebbe consentire invece una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per avviare uno sviluppo equilibrato Anche lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, che più di altri settori hanno sofferto gli effetti della pandemia, con un fermo totale che ha evidenziato in modo drammatico tutti i deficit strutturali del settore, e che proprio per questo è stato
ed è in questi mesi al centro di progetti di riforma, si uniscono al grido di NON SARA’ PIU’ COME PRIMA. La filosofia della legge di bilancio rischia di tradire le speranze di migliaia di artisti che si aspettano investimenti adeguati e duraturi, per uscire definitivamente dalla logica del sussidio, e per una società più equa e giusta che sappia promuovere
la cultura e lo spettacolo e ridare speranza al Paese.
Roma, 14 dicembre 2021
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL UILCOM-UIL