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Videobank: comunicato sui 46 licenziamenti

Si è conclusa questa mattina al Ministero del Lavoro con il disaccordo di Slc-Cgil la procedura per il licenziamento di 46 lavoratori nelle 10 sedi territoriali di Videobank, la maggioranza nel centro sud.

Videobank è sorta nel 1995 ed è cresciuta nel tempo assorbendo un ramo d’azienda di Sky e negli ultimi anni ha continuato fin oggi a lavorare prevalentemente, anche se non esclusivamente, come appaltatrice proprio per la fornitura dei sevizi tecnici ai collegamenti esterni nelle sedi regionali di Sky Tg24.

A considerare il piano editoriale di Sky Tg24 non vi è contrazione dell’attività. Una ragione in più per dire che questo scempio si poteva evitare. Si potevano trovare soluzioni almeno parziali se Sky avesse richiesto ai fornitori subentranti la clausola di assorbimento. Purtroppo invece Sky non l’ha fatto, e non solo. Nemmeno ha formalizzato il tavolo di crisi richiesto dalle OO.SS. come previsto dal Contratto Nazionale del settore nel caso di rischi occupazionali connessi ai cambi di appalto, affermando che si trattasse di una semplice modifica organizzativa che avrebbe consentito ai giornalisti volenterosi di essere autosufficienti, con l’apporto di una agenzia di stampa che venderebbe propri servizi a pacchetto chiuso, con una libera compravendita del prodotto invece che con una attività che si coordina e si integra con le redazioni e con i corrispondenti di Sky. Facendo per altro intendere che non c’è più bisogno dei mezzi pesanti con le parabole per fare i collegamenti salvo poi pubblicare un avviso per la ricerca di fornitori.

A nostro avviso invece il fabbisogno di servizi tecnici non è venuto meno, ma sarà suddiviso di fatto tra i nuovi appaltatori che hanno già avviato il reclutamento di lavoratori super sfruttati e sottopagati con Partita IVA o subordinati a Tempo Determinato con un Contratto di riferimento improprio e con l’impegno per 10 ore di riprese oltre alle mansioni accessorie (guida di automezzi e motomezzi, carico e scarico, preparazione) che eleverebbero l’orario di fatto fino alle 15-16 ore giornaliere in molti casi. Inoltre il modello operativo sarebbe costituito da un solo Videomaker invece che da un Operatore di Ripresa e da uno Specializzato di Ripresa con il conseguente aumento della polivalenza (riprese, montaggio, live, guida). Questa nuova configurazione accentua notevolmente la condizione di precarietà e di bassi salari subita dai lavoratori, ma resta nei fatti fortemente integrata e coordinata con Sky.

Abbiamo anche chiesto incontri alle imprese subentranti nelle forniture di servizi tecnici per Sky Tg24 (come la H24, società costituita in Lussemburgo e che risulta in liquidazione secondo gli atti della Camera di Commercio, ma che continua a presentarsi sul mercato con un nuovo layout del sito internet e con gli stessi nomi), per cercare insieme soluzioni dignitose, ma le nostre richieste sono state respinte.

L’epilogo della vertenza Videobank non è che la punta dell’iceberg della precarizzazione del lavoro cui assistiamo in queste settimane con il rinnovo e le proroghe degli appalti televisivi.

Avevamo chiesto all’inizio di giugno alle emittenti nazionali committenti, a Confindustria Radio TV e alla Commissione di Vigilanza RAI di incontrarci per monitorare insieme i fenomeni in atto e per valutare i possibili interventi condivisi prima dell’inizio dei nuovi palinsesti di settembre, ma nessuno degli interlocutori è stato disponibile.

Non è certo un buon motivo per arrenderci. Tutt’altro.

Metteremo in atto nelle prossime settimane tutte le iniziative idonee a difendere il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori degli appalti televisivi.

Intanto da subito la protesta dei lavoratori di Videobank si intensificherà nelle forme che decideremo nelle prossime ore.

Roma, 7 agosto 2019

SLC-CGIL Nazionale

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