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SLC CGIL Servizi Postali: Poste Italiane, 🟥 SVENDERE POSTE ITALIANE? UN DISASTRO OCCUPAZIONALE ANNUNCIATO

📩 La prima tranche di privatizzazione di Poste Italiane ha fugato ogni dubbio su un punto: non si svende ai privati per fare investimenti o rilanciare l’azienda, ma solo per fare cassa.

🔎 Lo dimostrano i dati: dal 2016, anno in cui il 35% delle azioni in mano allo Stato passarono al mercato, i ricavi sono aumentati da 10 miliardi e 640 milioni di euro a 11 miliardi e 880 milioni di euro. Al contempo, il costo del lavoro si è ridotto da 6 miliardi e 240 milioni a 5 miliardi e 220 milioni. Vuol dire che per generare il miliardo di euro di ricavi in più, tutti redistribuiti agli azionisti tramite lauti dividendi, si è attinto al costo del lavoro.

⚠️ In che modo? Riducendo il numero degli addetti (diminuiti di circa 19mila unità), aumentando il ricorso al lavoro precario (i contratti a tempo determinato sono quasi raddoppiati in termini assoluti) e all’esternalizzazione di manodopera. Il taglio del personale, pari a un miliardo di euro, ha comportato un drastico calo di sportelli attivi presso gli uffici postali (e il relativo aumento dei tempi di attesa per i cittadini), nonché un servizio di recapito più scarso.

😡 Questo è il prezzo che abbiamo pagato per la privatizzazione del 2016: dividendi e ricchezza accumulati da un gruppo ristretto di individui, a scapito dei posti di lavoro, delle condizioni in cui il lavoro viene svolto e dei servizi offerti alla collettività.

📣 Un prezzo che non vogliamo pagare più. Ecco perché come Slc Cgil lottiamo affinché il governo non svenda al mercato ulteriori quote di @posteitaliane e salvaguardi, invece, le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda.

#slccgilnazionale#posteitaliane#teniamociposte

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