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Call Center Intesa San paolo: si continua ad eludere la “clausola sociale nei contact center”

Appalto Contact Center
Intesa San Paolo elude la clausola sociale favorendo operazioni alquanto fumose
Con la legge 11/2016, ed il successivo Accordo sindacale del 30 maggio che ne regolamenta le con-dizioni, è presente nell’ordinamento giuridico italiano la cosiddetta “clausola sociale nei contact cen-ter”, uno strumento di legge fortemente voluto dal Sindacato Confederale per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori del settore in caso di cambio di appalto.


Con la legge 11/2016 sulle clausole sociali, la gestione dei cambi di appalto è notevolmente cambiata grazie al consolidamento di una norma di dignità che si basa su un fondamentale, ma semplice, prin-cipio: i lavoratori seguono il lavoro!!
Prima dell’introduzione di questa norma migliaia di lavoratori hanno perso l’occupazione, tanti i ter-ritori italiani coinvolti in drammi sociali.
Nel 2019 sono stati oltre 6mila i lavoratori tutelati grazie a circa 20 Accordi sindacali sottoscritti da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni con svariate aziende del settore.
Il 2020 inizia, invece, con il controverso cambio di appalto della commessa Intesa San Paolo ad oggi lavorata da Olisistem Start.
Un cambio di appalto gestito da un lato con fumose operazioni societarie di trasferimento di ramo d’azienda, dall’altro, ancor peggio, richiedendo ai lavoratori di dimettersi dall’azienda uscente per essere riassunti ex novo con l’azienda subentrante.
Abbiamo interessato i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, annunciando quanto si stava per verificare, ma anche il loro intervento non ha dissuaso Ie aziende interessate dall’eludere la Legge.
Forse uno dei più grandi istituti bancari del Paese, Intesa San Paolo, può considerarsi al di sopra della legge?
Può quindi Banca Intesa San Paolo eludere un percorso normativo consolidato e che salvaguarda diritti e salari dei lavoratori, decidendo di scegliere una strada tortuosa e fumosa?
Riteniamo che i soggetti interessati debbano rientrare da subito nell’alveo delle norme e della cor-rettezza, e si invita Intesa San Paolo ad uscire da un percorso caratterizzato dall’unilateralità delle decisioni prese che riconducono solamente a risultati pessimi, come l’esame congiunto sull’art.47 per il trasferimento del fitto di ramo di azienda esperito ieri, concluso con esito negativo e sul quale au-spichiamo che gli enti preposti facciano le opportune verifiche sulla correttezza delle procedure e della loro effettiva titolarità.
Roma, 16 gennaio 2020
Le segreterie nazionali
SLC-CGIL FISTEL CISL UILCOM-UIL UGL Telecomunicazioni

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